Cos’è l’educativa di strada?

L’educativa di strada è un approccio di prossimità dove non è il “servizio” ad attendere gli utenti, ma sono gli operatori ad andare incontro alle persone. Ha come destinatari diretti i singoli o i gruppi informali di preadolescenti e adolescenti che, generalmente, si ritrovano nei luoghi in cui si opera, ma anche i soggetti a rischio di emarginazione, devianza o che già sperimentano situazioni di esclusione. Opera sulla prevenzione del disagio e promozione dell’agio, lavoro di comunità, partecipazione positiva, valorizzazioni delle risorse del territorio e strutturazione di relazioni significative e di aiuto. L’educativa di strada vuole far sì che la strada venga vissuta dalla comunità come un luogo positivo e di crescita.

Il progetto di educativa di strada nasce accogliendo l’invito a essere “portatori della parola di vita […] dovunque le persone si ritrovano e sviluppano relazioni” di Papa Francesco e si struttura su due domande:

1. “Chi si occupa del tempo libero dei nostri giovani?”

2. “Come rendere Castel San Giovanni un luogo a misura di giovane?”

La comunità si dice spesso preoccupata da chi sperimentasituazioni di fragilità, marginalità e disagio, ma pochi in realtà si mobilitano concretamente per andare incontro ai ragazzi. L’Oratorio San Filippo Neri ha scelto e sceglie di farlo ogni giorno, cercando di ascoltarli e sostenerli avendo a cuore le loro ferite, donandosi ed essendo primo testimone di accoglienza, relazione, amore e autenticità. Nonostante i tantissimi giovani, già ingaggiati nelle proposte interne, l’Oratorio promuove una prospettiva pastorale volta a raggiungere anche coloro che hanno abbandonato i percorsi o che al momento sfuggono alle attività oratoriali.

In collaborazione con il team Educatori di Strada, l’Oratorio è riuscito a essere presente in strada, in fascia oraria pomeridiana e tardo pomeridiana, con uscite settimanali nei mesi autunnali e primaverili, incontrando tanti adolescenti e affrontando tematiche delicate e profonde quali difficoltà nelle relazioni familiari eamicali, orientamento alle scelte e ai valori, rapporto con la spiritualità, bisogni e desideri degli adolescenti riguardo al territorio di Castel San Giovanni, uso e abuso di sostanze, speranza nel futuro, l’oratorio come luogo accogliente e denso di valori positivi.

Il lavoro di strada è sempre più lavoro di rete e antenna del territorio, un lungo percorso volto alla strutturazione di un nuovo processo di cura, silenzioso ma nella piena comprensione e consapevolezza che lavorare per il buon crescere dei giovani può far diventare coesa, significativa e valoriale una comunità. L’educativa di strada si attua prevalentemente nella prossimità attraverso le figure dell’operatore che svolge i ruoli di agente di cambiamento – della persona, del gruppo, della comunità – e connettore di reciprocità – tra istituzioni, realtà organizzate, gruppi informali, singole persone, attraverso l’impegno sinergico di tutte le realtà coinvolte. Altra significativa relazione è il collegamento tra la strada e il Polo Volta di Castel San Giovanni, in quanto l’operatore di strada svolgeva il lavoro di educativa di corridoio presso la scuola, in stretta collaborazione con le psicologhe dello sportello psicologico del Centro per le Famiglie del Distretto di Ponente.

Sempre più spesso l’educativa di strada deve saper agire anche online. Il lockdown e l’epidemia da Covid-19 ha aumentato l’utilizzo dei social e di internet. È stata perciò promossa una vasta ricerca socio-educativa denominata “Essere giovani a Castel San Giovanni”: un’indagine che mirava a comprendere maggiormente l’universo giovanile, a ricomporre le diverse pratiche in atto e a innovare la formulazione delle politiche giovanili, valorizzando il giovane e la giovane nell’essere reali protagonisti di una società migliore. La corposa ricerca ha coinvolto attivamente quasi 200 giovani del territorio, che si sono in più occasioni dimostrati entusiasti per essere stati coinvolti e interpellati e di come l’Oratorio volesse sempre di più andare loro incontro fuori dalle proprie mura, anche con modalità alternative e nuove. Per conoscere gli esiti della ricerca èpossibile richiedere la sintesi del report all’indirizzo mail marco.piccoli@educatoridistrada.it

Risulta evidente come occorra, nel prossimo futuro, investire maggiormente e in chiave educativa. Un approccio di controllo, oltre ad essere di breve durata e potenzialmente rischioso, è stato ampiamente dimostrato essere inefficace nel lungo periodo. Ci si deve muovere in una direzione di maggiore presenza, soprattutto nei mesi tardo primaverili (marzo-giugno), quando il paese si popola di gioventù, con maggiore riconoscibilità e visibilità. Ciò non si sostituisce al lavoro paziente e silente caratteristico del lavoro di strada, ma lo corona. Oggi è sempre più evidente,purtroppo, che tanti giovani e giovanissimi sfuggono alle proposte oratoriali, ma risulta altrettanto lampante come la Chiesa non possa essere solo pronta ad accoglierli nell’ipotesi di un loro sperato ritorno, ma debba vederli, avere compassione e correre loro incontro. L’Oratorio San Filippo Neri vuole riabbracciare tanti figli perduti e incontrarne di nuovi, con un progetto pastorale che sceglie di uscire dai propri spazi, accoglienti e sicuri, ma non sempre sufficienti per raggiungere i nostri giovani.

Cosa è l’educativa di strada?

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