Ciao Tenso!

Sei arrivata quatta quatta, tutta impacchettata, in un pomeriggio di primavera e in quel preciso momento capimmo che ci saremmo fatti in quattro con te!
Già, non eri per niente facile quando spingevi i tuoi possenti piedi sul cemento e metterti “in bolla” ci faceva sudare.
Ti abbiamo sempre trattata con i guanti, anche perché non si può fare altrimenti! Avvolta in quel tuo silenzio pesante hai servito per dodici lunghi anni la nostra comunità.
Robusta e fiera, ti ergevi possente per donare ombra, riparo e riposo.
Castello ha imparato a conoscerti, eri, a tuo modo, indispensabile!
Con te abbiamo fatto festa!
Tante volte “hai fatto resistenza”, perché eri stanca e non volevi rimetterti in piedi, ma alla fine hai sempre risposto: presente!
Anche per i terremotati di Novi di Modena, un viaggio lunghissimo.
Ed ora, di nuovo quatta quatta, nel silenzio ovattato della neve, te ne sei andata. Hai resistito fino alla fine, ma hai scelto di mollare, perché forse, era giusto così.
Ciao Tenso! Non ti dimenticheremo.

In seguito all’abbondante nevicata, alle 8.40 del 28 dicembre 2020, il tendone, montato nel cortile dell’Oratorio per garantire lo svolgimento di attività scolastiche e non, è crollato e risulta irreparabile.
La tensostruttura in questi anni è risultata indispensabile per moltissime iniziative pastorali parrocchiali: Il Grest, la Festa di San Rocco, la Festa di Maria Bambina di Pievetta, ritrovi, cene e spettacoli.
Inoltre più volte è stata montata per aiutare amici vicini e lontani: la Parrocchia di San Michele Arcangelo in Novi di Modena in seguito al terremoto del 2012, la Proloco di Castel San Giovanni in occasione di Floravilla e altre iniziative benefiche nel parco di Villa Braghieri, il Gruppo Alpini di Castel San Giovanni per l’adunata in piazza XX Settembre, l’Ospedale di Castel San Giovanni per una festa dedicata ai pazienti dell’ortopedia, all’istituto comprensivo cad. Agostino Casaroli per lo svolgimento di attività scolastiche in periodo covid e a privati per ricevimenti.
È nostra intenzione acquistare una nuova tensostruttura di proprietà della Parrocchia, ma a servizio della comunità intera.
Per questo chiediamo l’aiuto di tutti, con un piccolo contributo.
Presto comunicheremo le modalità e fin da ora vi ringraziamo.

Christmas Feeling è terminato! 🎄🎅🏻

📌 150 partecipanti 

📌 18 domande

📌 1 vincitore

Vai sulla nostra pagina Instagram (link sotto👇🏻), scopri il talentuoso vincitore 😍🥳 e lo splendido premio 😎🎁

Grazie a tutti per aver giocato con noi e continuate a seguirci… ci sono grandi novità in arrivo nel 2021 🔜👀

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Chi sono gli operatori?

L’educatore di strada è un punto di riferimento della comunità, un’antenna del territorio (riceve informazioni e le rimanda), il collante di una rete tra istituzioni, realtà del secondo e terzo settore e la cittadinanza. Riesce a diventare parte di un gruppo, pur restandone sulla soglia. Sa conquistare la fiducia degli altri senza nascondersi o mascherare il proprio ruolo, che dev’essere ben chiaro. È pronto a mettersi in gioco e a gestire il disagio e il possibile rifiuto da parte delle persone che incontra. Nel dettaglio, gli operatori sono Marco e Arianna e alcuni volontari dell’oratorio (Martina, Rebecca e Arianna in foto).

Chi sono gli operatori?

Come si può fare ai tempi del Covid-19?

La strada non è solo un luogo fisico, ma un modo di essere, di entrare in relazione e una prospettiva, anche in altri contesti come, ad esempio, il mondo dei social, oggi più che mai sempre più presenti nelle nostre vite. Le proposte online e offline si uniscono e intersecano in una progettazione più ampia e a lungo termine

Come si può fare ai tempi del covid-19?

Perché a Castel San Giovanni?

Sostenendo i tanti luoghi e occasioni di incontro presenti nella nostra comunità, l’educativa di strada si pone a cavallo tra le diverse realtà. L’approccio mira, all’interno della comunità castellana, ad abbattere il muro dello scetticismo nei confronti di un mondo sconosciuto. Gli educatori del territorio vogliono strutturare ulteriori interazioni tra i tanti gruppi di ragazzi e giovani che spesso risultano essere esclusivi, costruendo un senso di comunità più ampio che consenta di “guardare oltre il proprio naso” e scoprirsi in un nuovo inizio.